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Nuovi Trend della Logistica nel 2026, dalla Reverse Logistics alla CSDDD

Scritto da Team Dap Sides | May 8, 2026 8:05:37 AM

I cambiamenti nella logistica non arrivano più a ondate, come è successo negli anni 2020/2021. Oggi i trend si accumulano, si sovrappongono e incidono tutti insieme sugli aspetti più operativi: gestione dei resi, scelta dei fornitori, organizzazione dei flussi, attività che precedono la spedizione.

I primi mesi del 2026 hanno messo in evidenza proprio questo intreccio di fattori. Alcuni trend erano già presenti o nell’aria negli anni precedenti, ma solo oggi sembrano muoversi su scala maggiore, influenzandosi a vicenda. Ecco alcune tendenze che terranno banco nel settore per tutto il 2026 e oltre.

Iniziamo!

Reverse logistics: il reso entra nelle abitudini di acquisto

La gestione dei resi ha sempre fatto parte della logistica. Il focus del 2026 è, però, un altro: i volumi del fenomeno e i comportamenti che lo generano.

Nei convegni e nei dati degli osservatori, la reverse logistics continua a essere tra gli argomenti più discussi. Le dinamiche che emergono sono legate alle abitudini d’acquisto, soprattutto in alcune categorie. Nel fashion, ad esempio, ordinare più varianti dello stesso prodotto per provarle a casa è diventato frequente: il cosiddetto bracketing riguarda oltre il 27% degli acquisti.

A questo si affiancano pratiche come il wardrobing, cioè l’uso di un capo seguito dal reso immediato, e lo staging, legato alla creazione di contenuti online (i capi vengono perciò indossati solo allo scopo di creare video e immagini per i contenuti social, e poi restituiti). Si tratta di comportamenti più diffusi tra i Millennial e i Gen Z, che ormai considerano il reso parte integrante dell’esperienza.

L’impatto è misurabile: nel Regno Unito si parla di resi per circa 6,6 miliardi di sterline all’anno legati a queste pratiche (dati Deliver 2025).

Per la logistica, questo significa lavorare su flussi più intensi e meno prevedibili. Ogni rientro attiva controlli, decisioni e movimentazioni che, se non gestiti in modo strutturato, si traducono in costi difficili da tenere sotto controllo.

CSDDD: la filiera entra nel perimetro di responsabilità

Il quadro normativo si allarga con l’introduzione della Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD).

L’attenzione si sposta lungo tutta la supply chain: fornitori diretti, subfornitori, condizioni operative. Diventa necessario avere visibilità su ciò che accade nei diversi passaggi, con la possibilità di ricostruire i flussi e verificare come vengono gestite le attività.

Questo aspetto incide anche sulle scelte operative. La selezione dei partner logistici tiene conto della trasparenza dei processi, della tracciabilità e della capacità di fornire informazioni affidabili.

Cosa cambia, nel concreto? Che eventuali criticità lungo la filiera possono riflettersi direttamente sull’azienda che vende, anche quando si verificano a monte: questo vale anche per le responsabilità. Meglio, perciò, affidarsi a fornitori trasparenti.

Filiera e fornitori: ridurre la dispersione

Molte supply chain si sono sviluppate nel tempo attraverso aggiunte successive di fornitori e servizi. Il risultato è spesso una struttura articolata, con passaggi multipli e livelli diversi di responsabilità.

Ogni passaggio introduce inevitabilmente almeno una variabile: tempi di risposta, qualità delle informazioni, coordinamento tra le parti.

Si osserva quindi una tendenza a semplificare, accorpando attività e riducendo il numero di interlocutori. L’obiettivo è avere una gestione più lineare dei flussi e una visione più chiara di ciò che accade lungo il processo.

Questa impostazione facilita il controllo operativo e riduce i punti in cui possono generarsi errori o rallentamenti. Ecco perché sempre più aziende scelgono un servizio di logistica esternalizzata “chiavi in mano”.

Servizi a valore aggiunto: la logistica si estende a monte

Una parte sempre più rilevante delle attività si colloca prima della spedizione.

La preparazione di espositori per la GDO rappresenta un esempio concreto. Ogni cliente richiede configurazioni specifiche: prodotti da inserire, materiali di comunicazione da applicare, varianti da gestire in base al punto vendita. Gli espositori vengono assemblati e completati manualmente per arrivare integri a destinazione.

Accanto a queste attività si sviluppano lavorazioni di kitting e flussi legati al manufacturing, come la movimentazione delle materie prime.

Gli espositori promozionali continuano ad avere un impatto significativo, soprattutto nei contesti mass market, perché aumentano la visibilità e favoriscono l’interazione nel punto vendita.

Quando il rapporto tra investimento e ritorno commerciale è bilanciato, queste attività entrano stabilmente nel modello operativo. In caso contrario, rischiano di appesantire i flussi.

Cosa aspettarsi nel 2026, guardando al 2027

Guardando questi elementi nel loro insieme, se ne ricava un quadro piuttosto chiaro: i resi si intensificano e cambiano natura, la filiera viene osservata con maggiore attenzione, le attività si estendono oltre il perimetro tradizionale del magazzino.

La logistica assume quindi un ruolo trasversale, che richiede coordinamento tra processi e attori diversi. Le aziende che riescono a lavorare su flussi chiari e ben coordinati hanno maggiore stabilità nella gestione quotidiana. Dove invece le variabili si accumulano, i problemi tendono a emergere nei punti meno visibili del processo.